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14 Settembre 2021 - Attualità

Il nuovo mantra della Destra radicale
 
Non sono razzista, ma...

“Non sono razzista, non farei del male agli africani, ma mi fanno schifo, non posso farci nulla […]. Non per essere razzisti, ma se le donne dell’Europa dell’Est vengono in Italia è solo per trovare un italiano rincoglionito a cui poter spillare qualche soldo […]. Gli immigrati sono violenti, campano sulle spalle dello stato senza muovere un dito, rappresentano uno dei principali veicoli di trasmissione del covid, la colpa non va attribuita ai no-vax […]. Credo che i meridionali, in molti casi, siano inferioriˮ.

Questi sono solo alcuni esempi dell’attuale espressione culturale di una parte del nostro Paese; e sottolineo “una parte”, per fortuna. Gli slogan della paura e dell’odio costituiscono l’eredità culturale del pensiero della destra radicale.

Ma cosa s'intende quando parliamo della cultura di destra? Se nella contemporaneità si fatica a orientarsi in un caos determinato dall'insipienza e dal qualunquismo politico-ideologico, più chiaro e definito invece risulta il campo d'indagine nel momento in cui si volge l'attenzione al passato, indicando un ventaglio di intellettuali e scrittori che hanno declinato questo sistema culturale, appellandosi a valori quali la giustizia e la tradizione. Per comprendere ciò che la cultura di destra rappresenta e i modi in cui essa si dispiega, è doveroso richiamare all'attenzione le linee guida proposte dallo storico Furio Jesi nel suo celebre saggio Cultura di destra, pubblicato nel 1979. L'autore ha focalizzato le proprie riflessioni basandosi sul rapporto tra la storiografia, la politica e la letteratura dell'Ottocento e del Novecento, riuscendo a individuare le origini e la natura del linguaggio delle “idee senza parole”: un codice verbale strettamente legato al mito, concetto che nel tempo è stato sottoposto a diverse manipolazioni e tecnicizzazioni finalizzate al raggiungimento di obiettivi di tipo politico. [...]
09 Settembre 2021 - Teatro

I luoghi del teatro
Un’indagine su cosa realmente definisca gli spazi del teatro
Facciamo un gioco: chiudete gli occhi e immaginate un setting teatrale.
Che cosa vi è venuto in mente?

Probabilmente avrete pensato a un palcoscenico, a una platea di poltrone possibilmente in velluto rosso, a un sipario, anch’esso in velluto rosso, a un grosso lampadario che pende dal soffitto. Insomma, un contesto classico da associare alla comune idea di teatro, anche un poco stereotipata. È naturale che nella mente si prefiguri immediatamente uno scenario del genere che ha a che fare con un ambiente classico, formale, quasi austero. Un po’ come quando si chiede a un bambino o a una bambina in giovanissima età di disegnare una casa [...]
29 Agosto 2021 - Musica

A spasso tra i pianeti interiori
Il viaggio multisensoriale di Elisa Montaldo nel nome della musica
“Un grande ringraziamento a tutte le persone che non si arrendono e supportano l’arte e la cultura. Abbiamo bisogno di risvegliare le menti e osservare la realtà attraverso occhi aperti per essere liberi e decidere il futuro del nostro mondo”
Elisa Montaldo

Provate per un attimo a immaginarvelo, monsieur Alex Attala. Anziano e distinto signore, figlio primogenito di un’epoca altra, ospite estivo e abituale di un lussuoso albergo svizzero: l’albergo dove lavora la talentuosa e italianissima Elisa Montaldo, emigrata all’estero per vivere di musica. Il vecchio avventore la ascolta per alcuni giorni suonare il pianoforte, poi si avvicina e le dona [...]
22 Agosto 2021 - Storie

Due suoni
Echi di vita di un vecchio citofono
Non importa quanti anni abbia, non faccio caso al tempo che scorre; preferisco focalizzare l’attenzione su alcuni piccoli, apparentemente insignificanti particolari. Anche io ho una voce, stridula, sommessa, prolungata. Il tono dipende dai momenti, dalle circostanze.

So molto di voi, delle vostre vite; vi osservo di soppiatto arrivare da lontano, dall’incedere dei passi riesco quasi a percepire la vostra indole. La mia natura è vivere nell’ombra, fa parte della mia routine. Il fatto che non possa muovermi da qui non ha così importanza, non posso farlo da quando un elettricista mi ha installato. Alle volte lo vedo ritornare, specie quando i condomini non sentono più la mia voce; vanno nel panico, non pensavo [...]
08 Agosto 2021 - Storie

L’incredibile storia del signor Yamaguchi
L’uomo che sopravvisse due volte alla bomba atomica
“Le uniche persone che dovrebbero poter governare i paesi con armi nucleari sono le madri, quelle che stanno ancora allattando i loro bambini”
Tsutomu Yamaguchi

Molti guru dell'autorealizzazione affollano i social e li riempiono di teorie e dogmi e sostanzialmente ci dicono tutti quanti che la fortuna non esiste, che è l'uomo a fare la sua fortuna come peraltro recita un proverbio latino che non citerò perché non conosco il latino e non voglio darmi un tono citandolo. Dicevamo: la Fortuna, il Caso, il Fato. Quella roba lì di fatto ha mille nomi ed è la chiave di volta di molti libri e moltissimi film.
Il Caso in alcune circostanze recita [...]
01 Agosto 2021 - Teatro

La quarta parete è caduta: chi entra con me?
A spasso nel mondo tra palco e platea
Ho sempre pensato che l’uso dell’impersonale creasse più pathos, più attesa, più coinvolgimento, aiutasse il lettore a immedesimarsi come e quanto voglia in un articolo come in una qualsiasi lettura. Il “tu” – come il “voi” – esortativo, invece, per me è sempre stato appannaggio dei pubblicitari: quelle persone che ho sempre ammirato, scrutato da lontano con lo sguardo a metà tra il sognante e lo sconcertato, perché ancora non mi capacito di come facciano a leggere le masse e a mandare loro messaggi così puntuali pur non sapendo davvero chi, tra il campione sterile che hanno analizzato per inventarsi quella campagna, li stia recependo in quel preciso momento. L’unica che non mi ha mai convinta è la terza persona [...]
26 Luglio 2021 - Musica

La solitudine di Pompei
I Pink Floyd e la distopica modernità del concerto senza pubblico
Marco Porcio e Gaio Quinzio Valgo sono stati due magistrati dell'antica città di Pompei. Furono gli ideatori dello stupendo anfiteatro eretto intorno al 70 a.C., tuttora ammirabile nella sua magnificenza nell’omonimo sito archeologico. Cosa avrebbero pensato se avessero visto, catapultati nell'ottobre 1971 con un ipotetico viaggio nel tempo, quattro musicisti inglesi armati di chitarre elettriche e potenti amplificatori tenere una surreale rappresentazione musicale senza l'obbligo di dover compiacere un pubblico fisicamente presente, in un luogo creato per ospitare una folla desiderosa di assistere a combattimenti tra gladiatori e giochi circensi?

Tra il 4 e il 6 ottobre del 1971 [...]
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