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02 Ottobre 2022 - Libri

L'attualità del capolavoro di Erich Maria Remarque

Niente di nuovo sul fronte occidentale
 
Perdonami, compagno, come potevi essere tu mio nemico? […] Prenditi vent’anni della mia vita, compagno, e alzati; prendine di più, perché io non so cosa ne potrò mai fare”.
E.M. Remarque

Poche settimane fa, in occasione del Toronto International Film Festival (dopo quello di Cannes, il più prestigioso festival cinematografico mondiale) è stato proiettato il film Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale (titolo originale: “Im Westen nichts Neues”) di Edward Berger, regista tedesco classe 1970.

Il film, trasposizione dell’omonimo romanzo del 1928 di Erich Maria Remarque (1898 – 1970) e disponibile sulla piattaforma Netflix a partire dal 28 ottobre prossimo, è un’occasione da non lasciarsi sfuggire sia per (ri)scoprire questa straordinaria opera dell’autore tedesco, sia per ragionare sulla sua sorprendente attualità.

Senza voler spoilerarne la trama, basti qui sottolineare il carattere autobiografico del libro: Remarque infatti, come accade ai quattro amici protagonisti, fu reclutato per combattere nelle trincee della Grande Guerra, giungendo, ahilui, nell’estate del 1917 nel mattatoio delle Fiandre, teatro delle più grandi carneficine belliche della Storia Contemporanea (tra le altre, quella della Somme e di Passchendaele).

Le descrizioni di Remarque della Guerra, “macchina di morte” che divora vincitori e vinti, sono uniche: ci portano pancia a terra nel fango dei campi di battaglia e lì il lettore sarà a contatto, senza filtri, con l’orrore del conflitto. In mezzo al vomito e agli escrementi, potrà quasi respirare l’odore acre dei corpi bruciati e gasati, sentire il sapore del sangue degli arti strappati e delle viscere fuoriuscite cogliendo, seppur in minima parte, il puro terrore di quei giovani ragazzi che, con consapevolezza, stanno per morire.

Paul Bäumer e i suoi compagni, appena diciannovenni, si arruolano con fervore nell’esercito tedesco. [...]


28 Settembre 2022 - Attualità

Questi tempi folli
Deliri e contraddizioni di un’epoca grottesca
“Preferite la pace o il condizionatore acceso?”
Mario Draghi

“Presidente, lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo Paese a collaborare direttamente. Presidente, lei o la smette o la pagherà cara, molto cara. Questo è un avvertimento ufficiale"
Henry Kissinger ad Aldo Moro

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”
George Orwell, “1984”

“Ti auguro tutto il meglio”
Henry Kissinger a Mario Draghi
Ammetto che questi sono tempi[...]
21 Settembre 2022 - InterEssere

La Teoria Polivagale
Dietro le quinte del sistema nervoso autonomo
Il fine dell'educazione è rendere il nostro SNA un alleato invece che un nemico”
William James

Che cos'è la teoria polivagale

La teoria polivagale, proposta nel 1994 dal neurofisiologo americano Stephen Porges (n. 1945), illustra le caratteristiche del sistema nervoso autonomo (SNA) e quanto il suo buon funzionamento favorisca il benessere fisico, emotivo e relazionale.

I tre pilastri della teoria polivagale sono: neurocezione, co-regolazione e gerarchia. Questi rappresentano la base su cui i bambini, a seconda del tipo di relazione, costruiscono attaccamenti sicuri. [...]
18 Settembre 2022 - Storie

E' mare il Mediterraneo?
Peripli, transumanze e paradossi per capire dove siamo
Due grandi passioni sintetizzano un amico. La prima è annidarsi su scogli inondati d’alba, mentre il Mar Ligure gli solletica le dita dei piedi e l’esca nell’amo l’appetito dei pesci. L’altra è immergersi nei boschi alpini della Val Corsaglia, scandagliando fondali di foglie secche e terreni umidi in cerca di funghi.

Mio suocero conosceva un tale che aveva due grandi qualità: era uno dei pescatori più abili ed esperti di Spezia e anche un ottimo cuoco, il cui piatto forte si narra fosse - a detta di chiunque lo avesse assaggiato - il minestrone alla genovese, la cui ricetta prevede solo ingredienti di terra.

Un giorno andai a Trieste. La mia meta non era il molo Audace, né il Miramare [...]
15 Settembre 2022 - Attualità

Gli zombie del terzo millennio
Tra massificazione del pensiero e predizioni cinematografiche
In uno dei momenti di relax che mi sono concesso in questi giorni sono riemerse dalla mia memoria alcune tematiche che mi avevano molto colpito quando studiavo psicologia dello sviluppo. Una di queste era il cosiddetto effetto cocktail party o attenzione selettiva, fenomeno che consiste, in sostanza, nella capacità di concentrarsi su uno specifico stimolo uditivo. Provate a immaginarvi nel bel mezzo di una festa, nel corso della quale siete colpiti da più stimoli contemporaneamente: la musica, il brusio di fondo, il tintinnio dei bicchieri. Nonostante questa cacofonia, il cervello umano è in grado di discriminare e focalizzare l’attenzione sulle parole che ci sta rivolgendo, ad esempio, un amico col quale stiamo intrattenendo una conversazione. [...]
10 Settembre 2022 - InterEssere

Il bambino interiore ferito
Ovvero come scoprire (e accettare) i molteplici aspetti della personalità
Il 15 agosto 1975 usciva nelle sale cinematografiche “Amici Miei” diretto da Mario Monicelli (su idea di Pietro Germi). Sono passati quasi cinquant’anni. Inutile dilungarsi qui sul senso del film, su quanto si ispirasse alle storie vere di cinque amici livornesi degli anni ’30, sulle supercazzole di Corrado Lojacono. Di “Amici Miei” (e dei due seguiti) è stato sviscerato ogni particolare, risvolto, angolo della sceneggiatura. Quando Neri Parenti dieci anni fa ebbe l’infausta idea di realizzarne un prequel venne letteralmente fatto a pezzi, prima dal pubblico social e dalla critica, poi al botteghino. “Amici Miei” è infatti un cult senza tempo, un capolavoro del cinema italiano, della commedia (?) agrodolce e boccaccesca, è figlio irripetibile [...]
18 Agosto 2022 - Cinema

Quegli intramontabili amici miei
Uno sguardo contemporaneo su ciò che resta di zingarate e supercazzole
Il 15 agosto 1975 usciva nelle sale cinematografiche “Amici Miei” diretto da Mario Monicelli (su idea di Pietro Germi). Sono passati quasi cinquant’anni. Inutile dilungarsi qui sul senso del film, su quanto si ispirasse alle storie vere di cinque amici livornesi degli anni ’30, sulle supercazzole di Corrado Lojacono. Di “Amici Miei” (e dei due seguiti) è stato sviscerato ogni particolare, risvolto, angolo della sceneggiatura. Quando Neri Parenti dieci anni fa ebbe l’infausta idea di realizzarne un prequel venne letteralmente fatto a pezzi, prima dal pubblico social e dalla critica, poi al botteghino. “Amici Miei” è infatti un cult senza tempo, un capolavoro del cinema italiano, della commedia (?) agrodolce e boccaccesca, è figlio irripetibile [...]
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