Vai ai contenuti

Vivere con autenticità ed empatia - InEsergo

Salta menù
Title
Salta menù
ARTICOLI MENO RECENTI

Le domande dei bambini

Quella ricerca di senso che ci inquieta

Vivere con autenticità ed empatia

La saggezza tolteca dei 4 accordi

Dallo stereo a Spotify
La musica che abbiamo perso per strada

Il clown e il monaco

Appunti di sopravvivenza spirituale tra feste per bambini, cocaina e supereroi psicotici

We Are the World è finita

Nell'era dei boicottaggi l’artista è sotto processo

Ritrovare se stessi nella relazione con gli altri

Verso un Sé che integra me e noi

Charles Babbage un genio fuori tempo

La macchina analitica, il computer che nessuno voleva

Integrazione tra Zen e Psicoterapia

Un Viaggio di Trasformazione

Ponte Morandi: la verità è un anelito a prezzo di costo

Genova vuole credere nella giustizia. Genova vuole rispetto per i suoi morti. Genova chiede la Verità.
13 Gennaio 2026 - Libri

La saggezza tolteca dei 4 accordi (parte II)
 
Vivere con autenticità ed empatia
 
“Stai attento ai tuoi pensieri, perché diventeranno le tue parole; stai attento alle tue parole, perché diventeranno le tue azioni; stai attento alle tue azioni, perché diventeranno le tue abitudini; stai attento alle tue abitudini, perché diventeranno il tuo carattere; stai attento al tuo carattere, perché diventerà il tuo destino”
Dal Talmud

(questo articolo rappresenta il seguito del precedente, consultabile a questo link)

3º accordo: non supporre nulla

Secondo Don Miguel Ruiz (autore, ricordiamo, dell’opera “I 4 Accordi”), gran parte della nostra sofferenza nasce dall’abitudine di fare supposizioni e di prendere tutto in modo personale. Quando interpretiamo i messaggi degli altri attraverso le nostre lenti distorte, non vediamo la realtà com’è ma come la filtriamo, finendo per alimentare un dramma inutile che genera dolore e incomprensione. Con le nostre parole cariche di veleno emotivo, contribuiamo a mantenere in vita le fondamenta di un sogno infernale diventando schiavi della nostra configurazione mentale e del nostro modo di vedere e di essere nel mondo.
Inoltre, generalmente, temiamo talmente il confronto da non voler ricercare quei chiarimenti che favorirebbero il superamento di un solo punto di vista e la connessione onesta con l'altra persona. I nostri dialoghi sono costruiti sull'idea di torto/ragione, giusto/sbagliato e su supposizioni che alimentano aspettative che saranno inevitabilmente deluse. Sperare che l'altro riesca a leggere nella nostra mente, anticipando addirittura i nostri desideri, crea continuamente fraintendimenti e sollecita le nostre ferite, nutrendo il nostro dramma personale.
Smettere di fare supposizioni significa scegliere di non seguire quei pensieri limitati e disfunzionali, non alimentare pregiudizi e fare spazio alla via della chiarezza, della consapevolezza e della gentilezza. In concreto, prendere accordi chiari e impeccabili, finalizzati al bene comune, significa lasciare andare quei veleni emozionali che ci incastrano in dolorose incomprensioni ed infinite discussioni. Far germogliare questo prezioso seme, incarnando la verità che porta con sé, sostiene la sua manifestazione: i nostri pensieri si trasformano in azioni consapevoli, e queste ultime in abitudini capaci di generare un cambiamento autentico e duraturo. La ripetizione di questo accordo accompagna la nostra “ri-nascita” e la magia della “nuova parola” verrà usata per aprirsi al flusso della vita. Coltivare la padronanza dell'intento, la padronanza dello spirito, la padronanza della gratitudine, la padronanza dell'amore, la padronanza della vita è la meta dei toltechi e la via verso la libertà personale.

4° accordo: fai sempre del tuo meglio

Il quarto accordo è profondamente intrecciato ai primi tre poiché ne sostiene e ne rende possibile la piena realizzazione. Le nostre azioni, nella maggior parte dei casi, sono guidate dal senso del dovere o dalla ricerca di gratificazioni superficiali, effimere per natura e destinate a dissolversi rapidamente. Agire in questo modo significa rimanere intrappolati in condizionamenti che non nutrono realmente la nostra crescita interiore. Se, in ogni circostanza, sceglieremo consapevolmente di uscire dai solchi dell’automatismo facendo del nostro meglio, diventerà più semplice silenziare la voce del critico interiore e liberarci dalla prigionia dei giudizi esterni. Fare del proprio meglio non è quindi un traguardo statico, ma un processo dinamico che si rinnova momento dopo momento: significa abbandonare la strada dell'abitudine, dei rimpianti e dei sensi di colpa e perseguire con onestà, compassione e determinazione una strada nuova. Secondo Ruiz, potremo riuscire a realizzare appieno questo nostro accordo interiore solo attraverso la pratica: grazie ad essa ciò che è “migliore” potrà evolversi, permettendoci di prosperare in uno spazio di maggiore consapevolezza e direzione. In altre parole, se, in ogni circostanza, inizieremo ad osservare le vecchie modalità automatiche, sarà più facile silenziare la voce del critico interiore, liberarci dalla stretta dei pensieri che non ci danno pace e connetterci con la parte più vera e profonda di noi stessi. Questa intenzione ci ispirerà e ci incoraggerà ad ascoltare il nostro Sé, poiché le nostre azioni saranno guidate dalla scelta, dalla gioia e dalla libertà interiore.

Vedere e intraprendere questo cammino non è facile. Richiede allenare la capacità di osservare con compassione, praticare la presenza, lasciare andare dubbi e paure, imparando dai nostri errori. Sono necessarie perseveranza, fiducia e volontà in quanto il nostro ego non ama l'insicurezza e le critiche. La maggior parte delle persone resta invece ancorata al passato: vive a metà, rinuncia al proprio sogno personale e si perde in faticose ruminazioni mentali che svuotano il presente della sua vitalità.
Per sostenere la mente e invitarla a non ricadere nei meccanismi di sopravvivenza, e quindi per agire dando il meglio di noi, è necessario lasciare andare i condizionamenti che ci tengono prigionieri del senso del dovere. Solo così potremo scegliere con lucidità, presenza e determinazione. È in questo spazio interiore che ci collegheremo spontaneamente alla gioia, alla pienezza e alla nostra essenza più autentica.

Un altro ingrediente fondamentale per vivere una vita autentica e in sintonia con la nostra missione animica è la coerenza. Ruiz enfatizza con forza questo principio che, a una prima lettura, potrebbe apparire quasi scontato: “solo questo importa: dite sì quando volete dire sì e dite no quando volete dire no”. Eppure, dietro questa apparente semplicità si cela una delle sfide più grandi del nostro cammino interiore. Quanto spesso riusciamo davvero a rimanere fedeli a noi stessi? Quante volte, nel tentativo di soddisfare i bisogni di approvazione, riconoscimento e amore, tradiamo la nostra verità più profonda? La coerenza richiede equilibrio, coraggio e una profonda onestà interiore. Significa ascoltare la propria voce interiore e darle spazio, anche quando questo comporta delusione negli altri o la paura di non essere accettati. Dire “sì” quando lo sentiamo davvero e “no” quando è necessario non è un atto di egoismo, ma una forma di rispetto verso noi stessi e, paradossalmente, anche verso gli altri.
Solo attraverso questa fedeltà interiore possiamo fare del nostro meglio e costruire una vita che sia realmente allineata alla nostra essenza, libera da compromessi inconsapevoli e ricca di meraviglia e gratitudine.

Se onoreremo tutti e quattro gli Accordi - se saremo impeccabili con la parola, non prenderemo nulla sul personale, non faremo supposizioni e faremo sempre del nostro meglio - smetteremo di vivere nell’inferno delle nostre paure e delle nostre credenze limitanti.
Ci libereremo dal ruolo di comparse della nostra stessa vita per diventare protagonisti consapevoli e sinceri della nostra storia. Non perfetti, ma presenti. Non schiavi delle abitudini, ma padroni delle nostre scelte. È così che, passo dopo passo, impareremo a essere svegli e connessi: non penseremo più di essere vittime delle circostanze, non saremo trascinati dagli eventi, ma inizieremo ad abitare la vita con intenzione ed attenzione. Saremo veri maestri di noi stessi.


Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
InEsergo Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"