La Resistenza. Oggi
La notte è lunga; un’altra notte di attesa. Non è facile vivere così. Dovrei essere una specie di eroe, non dico una statua, ma quanto meno una via, una piazza, qualcosa.
Io ho scoperto le più grandi macchinazioni del mondo, dei poteri forti, e non sono mai nemmeno uscito da casa. Pensate a cosa avrei potuto fare se fossi uscito! Siete tutti stupidi! Sono tutti stupidi, tranne me. Se riuscissi a parlare con il Diavolo (di cui, a proposito, ho anche l’indirizzo e-mail), sono sicuro che potrei insegnargli molte cose.
Ma facciamo un passo indietro: vi racconto com’è iniziato tutto.
Da piccolo ero sovrappeso, anzi, sarò brutalmente sincero: da piccolo ero molto grasso, ma ero anche molto intelligente. Scrivevo poesie e le vendevo ai miei compagni di scuola; loro riuscivano anche a scopare, grazie a quelle poesie. Io no. A me, d’altronde, non è mai importato niente di certe cose. Rifuggo l’amore, non anelo ad alcuna gioia, non sono entusiasta della vita e credo che la cosa sia reciproca.
Ho scoperto di essere furbo un’estate di molti anni fa. Ho capito che c’era un glitch nel sistema, che tutti pensavano le stesse cose, che tutti andavano nella stessa direzione. Ho capito che non bisognava seguire la folla, perché la folla è unta, si piace troppo, si specchia, e poi a casa piange della propria miseria e il venerdì sera piange e si masturba.
Quell’estate ho scoperto i videogiochi e gli streaming; quell’estate ho scoperto che tutti avevano qualcosa da imparare da me. E ho scoperto anche che la poesia come arte era piuttosto morta, per cui i miei compagni, per scopare, avrebbero dovuto arrangiarsi in altre maniere.
Questo mercoledì, invece, ho scoperto che arriverà una tempesta, una tempesta gigantesca, sotto forma di guerra nucleare, e che nessuno avrà via di scampo. L’ho scoperto su siti internet di cui voi non immaginate nemmeno l’esistenza, voi con i vostri social.
Faceva caldo nella mia camera, un caldo boia; sudavano persino le pareti. Il mio kajal colava dagli occhi. Ma su quella pagina dicevano che stava arrivando la fine, che da lì a poco un missile nucleare ci avrebbe uccisi tutti, che tutti sono troppo distratti, distratti dalle loro vite, dalle loro piccole, misere, ignorabili vite; sono tutti distratti dall’apparenza, dalla musica trap, dal rigore estetico.
E mi ripetevo che sono tutti stupidi tranne me, mentre inchiodavo pesanti assi di legno alle finestre. Avevo notato lo stesso passante sotto casa mia per cinque volte di fila. Il sistema sta collassando, la fine sta arrivando.
Sono tutti stupidi tranne me. C’è qualcosa nel cibo: ci controllano, ci vogliono silenziosi, ci vogliono soli. Quel mercoledì sera ho ordinato del sushi e poi ho inchiodato anche la porta d’ingresso. Potrebbero arrivare persino gli zombie: abbiamo molte teorie.
La paura è una ricchezza, la paura è una valuta di scambio. Scambio paura con approvazione, scambio paura con dosi di dopamina e serotonina; dell’ossitocina non ho questo gran bisogno.
Fuori, la vita scorre sempre uguale. L’altra mattina ho schiodato un’asse di legno e la vita scorreva sotto la mia finestra, uguale come sempre. E lo stesso passante quella mattina è passato solo due volte; la seconda volta aveva una busta in mano. Chissà quanti conservanti e robaccia chimica si preparava a trangugiare: la gente si avvelena. Sono tutti stupidi tranne me.
Sulla pagina dicono che la bomba arriverà molto presto, che ormai la situazione politica è al collasso, che ormai siamo tutti morti ma il sistema ancora non lo permette, che siamo vivi per convenienza, che siamo tutti vivi perché siamo batterie. Io non sono una batteria, io no. Io ho scritto una mail a Elon Musk e lui mi ha risposto. Mi sono candidato per andare su Marte, spero che la procedura di reclutamento sia rapida: la bomba sta arrivando.
Stasera mangerò una pizza. La fine del mondo ritarda, spero che Glovo invece sia puntuale.
Ho letto la storia del militare giapponese che era convinto che la Seconda Guerra Mondiale non fosse mai finita. Lui era convinto di aver ragione, lo hanno dovuto convincere a forza. Magari lui stava meglio sapendo che la guerra esisteva, era una zona di comfort. Lui si era sbagliato, io non mi sbaglio: la bomba sta arrivando. Sperano di beccarci distratti, di beccarli distratti. Io però li aspetto: ho un bunker in cantina. Non mi fregheranno.
RxQuenn dice che sta arrivando, che manca poco. Loro lo sanno, stanno andando a chiudersi dentro i bunker. Ci salutiamo dicendo: "Ci vediamo dall’altra parte". Siamo rimasti in sei su questo forum, ma abbiamo ragione. La ragione non urla, la ragione sussurra.
Ho provviste per anni. Sono tutti stupidi tranne me, tutti con i loro smartphone.
Nel bunker fa caldo, sudano anche i pensieri. Si chiamava Hiroo Onoda il militare giapponese e forse, come lui, mi sono sbagliato anch’io. La resistenza a oltranza provoca piaghe da decubito, la resistenza a oltranza addormenta svariate parti razionali. E così sono passati anni.
La bomba non è arrivata. Musk è andato su Marte senza di me. Le assi che ho inchiodato alle finestre nel frattempo sono marcite e casa mia è piena di gatti randagi. Li sento miagolare. Ho dimenticato la combinazione della porta, non so se uscirò mai. Ogni piano perfetto ha la sua dose di imprevedibilità.
Mi sono intrappolato dentro una scatola. RxQueen alla fine ha abbandonato il forum insieme a tutti gli altri. Sono l’unico che ci crede, questo fa di me il capo della resistenza, ma mi chiedo: quale resistenza?
Respiro. Magari uso l’e-mail del Diavolo. Magari a lui va di fare quattro chiacchiere, così, per ingannare il tempo.