Cuore di vetro
Ho un cuore di vetro, e ricordi così radicati e profondi che a volte penso di aver viaggiato nel tempo, a volte mi ricordo così nitidamente com’era cantare in motorino che mi sembra quasi di sentire il vento sulla faccia, è una forma di sinestesia, è una condizione piacevole.
Ricordo mio nonno che si contava i bottoni della camicia e mia nonna che lo guardava amorevolmente mentre cuciva qualcosa, non so bene cosa ma sono abbastanza sicura che profumasse di buono, spesso i ricordi lo fanno, nei ricordi raramente piove, e quando capita è comunque una pioggia bellissima.
Quella è l’idea di amore che ho, che custodisco nella tasca interna della giacca, quella è l’idea di Amore che è diventata una speranza.
Ho un cuore di vetro come in quella canzone, ho un cuore di vetro che batte ad un ritmo strano, a volte è preciso come una vecchia sveglia, altre volte perde un battito e quando succede inizia ad esserci un forte rumore, proprio al centro del mio corpo, tra il diaframma e lo stomaco.
È un ritmo che ho provato a incanalare, a rendere tangibile, a usare, usare come un’arma, ma non ci sono riuscita. Non sono stata brava, non sono brava ad amare, ci ho provato, ho seguito il rumore che facevo, il ritmo discordante, persino i battiti a vuoto, ma niente, non ci riesco, tutto scivola.
E ogni volta che accetto di uscire con qualcuno, quell’idea di Amore resta nella tasca interna della mia giacca. Parto con il piede sbagliato? Forse sì. Me ne pento? Decisamente no.
Non è colpa mia se non riuscirò a perdermi nei tuoi occhi, non è colpa mia se non penderò dalle tue labbra.
Non è colpa mia se il tuo corpo nudo sicuramente mi farà un po’ ridere, proverò affetto per te, quasi tenerezza...Ti darei da mangiare, come si fa con un cane, ma non so se poi ti porterei a casa, non ho spazio, non ho tempo, non mi guardare così, lo so che non sai cosa sto pensando, probabilmente non lo saprai mai.
Non ho tempo, oggi no, oggi non so amarti, probabilmente non voglio.
Hai avuto anche delle buone idee: è inverno e mi hai portata in spiaggia; era una buona idea, ma l’hai sfruttata male. Dicevi cose banali, hai portato solo una bottiglia di vino, hai citato poesie e scrittori che già conoscevo, non è colpa tua, lo so, sono io che non avevo voglia di stupirmi, forse nemmeno ne sono più capace.
Hai riempito molti silenzi parlando di te stesso, di quanto sei bravo a non lodarti, a me veniva da ridere, potevo prevedere il momento esatto in cui la conversazione sarebbe morta, potevo spezzarti il cuore e andare via, ma avevamo il vento contro e avevo poca voglia di faticare.
Sembro cattiva lo so, ma non lo sono, ho un cuore di vetro, ci scivola tutto; ho sentito dire che hanno inventato dei sex toys in vetro, potrebbero essere interessanti. Il mio cuore di vetro decide che oggi non ti bacerò, mi accompagnerai a casa e io ti farò un sorriso, non vorrò darti speranze, ma chissà per quale motivo il mio sorriso ti darà modo di aggrapparti a tutte le speranze di questo mondo, farai come una scimmia, ti aggrapperai agli specchi, cercherai di scalfire il mio cuore di vetro e diventerà una questione di principio. E come per tutte le questioni di principio ti dimenticherai quando hai iniziato e per quale motivo, saprai soltanto che mi vuoi, che devi avermi, in qualche modo, in qualsiasi modo.
Ma io sono stanca, hai parlato di te, ma non sai come sono io, non sai per esempio che adesso salirò a casa e comprerò un dildo di vetro.
E scoppierà la pace tra me e il mondo, scoppierà esattamente come scoppia un orgasmo e nel frattempo per te sarò già diventata quella questione di principio e cadrà l’oblio su quanto di bello avrai visto in me questo pomeriggio in spiaggia.
Perché diventerò terra di conquista ma io non ho voglia di essere conquistata, non sono mica l’Australia. Perché il mio cuore non ha subito cambi di ritmo, ha continuato a battere cadenzato come una vecchia sveglia meccanica.
Arriverò al piano dove si trova il mio appartamento e poco prima di girare la chiave nella toppa arriverà un tuo messaggio, saranno poche righe perché proverai ad essere misterioso.
E io ti farò male, metterò soltanto un cuoricino, e mi farò una doccia per togliermi il vento dagli occhi, metterò quella canzone che mi somiglia e poi comprerò quel dildo di vetro per creare quel tintinnio come quando i bicchieri si toccano.
Ho un cuore di vetro, spesso io stessa sono stata di vetro, ma chissà per quale motivo adesso tutto riesce a scivolare.
Ed è una bella sensazione tutto sommato, la prossima volta magari, magari il mio cuore salterà un battito, cambierà ritmo, sarà una bella serata inutile. E da lì in poi magari cambierà tutto, o magari no.
Adesso non ha importanza, adesso magari è il momento di tintinnare.