La comunicazione telEmpatica con gli animali
“Finché non avrai amato un animale, una parte della tua anima rimarrà sempre senza luce”
Anatole France
Questa condivisione rappresenta per me l’inizio di un viaggio fatto di inciampi, sincronicità, fiducia e meraviglia. Negli ultimi anni ho attraversato innumerevoli esperienze e una tale intensità di emozioni da poter dire che ogni sfumatura - anche la più faticosa - ha avuto un senso per la mia guarigione. Tutto ha contribuito a riconnettermi a me stessa e agli altri.
È sorprendente come la vita, con creatività, pazienza e generosità, sappia guidarci passo dopo passo verso i nostri talenti, incoraggiandoci a riconoscerli, manifestarli e metterli al servizio. Ma parto dall’inizio.
Quando ero piccola ricordo di aver letto una favola in cui tre sorelle chiedevano a un mago di ricevere ciò che desideravano di più al mondo: la prima voleva vestiti e gioielli, la seconda di sposare un principe, e la terza esprimeva il desiderio di poter parlare con gli animali. Purtroppo non ricordo altro, né il titolo della storia, ma ciò che è rimasto vivo in me è la sensazione provata nell’immaginare quanto sarebbe stato meraviglioso comunicare con gli animali.
Poi sono cresciuta e, come accade per molti sogni, anche questo è stato sepolto sotto strati di ferite, incontri gioiosi, esperienze dolorose e percorsi trasformativi; tra speranze, discese e nuove risalite.
Finché un giorno mio marito Roberto mi disse:
«Enrico Pietra (fondatore di Inesergo) ha intervistato una persona che parla con gli animali. Penso che possa interessarti».
Da anni, come forse saprete, studio e soprattutto cerco di incarnare i principi della Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg (CNV). Per un’amante degli animali come me, l’incontro con un approccio che favorisce la creazione di un ponte dialogico tra me e loro, non poteva che apparire come il coronamento di un cammino straordinario, per il quale non smetterò mai di provare gratitudine.
Così ascolto l’intervista di Andrea Contri- fondatore di Animal Talk Italia- con curiosità e speranza. Anche se questo richiamo era sempre rimasto vivo dentro di me, sono trascorsi alcuni mesi prima che mi decidessi a scrivere ad Andrea per chiedere una comunicazione per la mia cagnolina. Nonostante mi sentissi fiduciosa e aperta, avevo bisogno di fare questa esperienza in prima persona prima di dare forma concreta a un percorso di comunicazione intuitiva con gli animali.
E così, il 12 agosto, giorno del compleanno della mia cagnolina, riesco finalmente a conoscere Andrea e, soprattutto, ad ascoltare ciò che Lily aveva da raccontarmi. Quella comunicazione non solo ha aperto le porte a un mondo fantastico ed estremamente commovente, ma ha ridato linfa al mio sogno più segreto. Lily, oltre a condividere un messaggio colmo di affetto nei miei confronti ha descritto precisamente i comportamenti e le caratteristiche emotive e psicologiche di tutta la nostra famiglia! Possibile che Lily avesse una tale consapevolezza e chiarezza su di noi e sul suo ruolo? La risposta è, ovviamente, sì.
Come avviene la comunicazione intuitiva con gli animali
In questo breve articolo non mi soffermerò su come avviene la comunicazione intuitiva con gli animali, tema già ampiamente trattato in numerosi articoli e libri. Le neuroscienze e la fisica quantistica confermano da tempo ciò che molte tradizioni antiche hanno sempre sostenuto: la comunicazione telepatica non solo è possibile, ma rappresenta un linguaggio naturale, innato, potenzialmente accessibile a tutti. Non si tratta di acquisire qualcosa di nuovo, bensì di ricordare una capacità dimenticata e di accogliere il messaggio che arriva invece di giudicarlo o interpretarlo. È sufficiente riattivare questa sensibilità con un esercizio costante, superando i limiti imposti dal dubbio e dalle convinzioni radicate. Credere in questa possibilità è il primo passo per riconnettersi a una forma di comunicazione più profonda, immediata e universale.
Mentre in Italia questa forma di comunicazione può ancora apparire bizzarra o poco realistica, nel Nord Europa è una pratica non solo ampiamente diffusa, ma anche riconosciuta e apprezzata dagli stessi veterinari e da ambiti considerati più “scientifici”. In generale, mettersi davvero in ascolto richiede prima di tutto la capacità di entrare in uno stato di quiete interiore. È come fare un passo indietro rispetto al rumore dei pensieri, alle reazioni automatiche e al bisogno di rispondere immediatamente. In questo spazio di calma, il corpo si distende, il respiro si fa più lento e l’attenzione diventa più ampia e ricettiva.
Da questa qualità di presenza diventa possibile sintonizzarsi con l’altro, come se ci si allineasse alle sue “onde”, al ritmo della sua esperienza interiore. Non si tratta tanto di capire con la mente, quanto di percepire con tutto il proprio essere: ascoltare le parole, ma anche il silenzio, il tono, le emozioni che si muovono sotto la superficie.
Quando questo tipo di ascolto prende forma, spesso nasce spontaneamente una sensazione di connessione più ampia. È come se, andando oltre il semplice scambio tra due persone, ci si aprisse a una dimensione più grande: ciò che alcuni chiamano Tutto, altri universo, altri ancora campo di amore e interconnessione in cui ogni essere è immerso. In questo spazio, l’ascolto diventa non solo uno strumento di relazione, ma anche un’esperienza di profonda presenza e di contatto con la vita stessa. Si tratta di una frequenza interiore familiare a chi ha sperimentato la meditazione, lo stato ipnagogico o, più in generale, condizioni di profondo rilassamento. In questi stati la mente razionale si quieta, il dialogo interno si attenua e l’ascolto diventa più sottile, ricettivo ed empatico. È qui che l’attenzione si sposta dal rumore esterno a una percezione più fine, spesso associata alle onde cerebrali theta o alpha, frequenze che favoriscono l’intuizione, la connessione e una comunicazione non verbale più trasparente.
Alcuni professionisti definiscono questo tipo di ascolto “comunicazione telepatica”, altri preferiscono parlare di comunicazione intuitiva. Personalmente, sento molto affine la definizione che ho ascoltato dalla veterinaria, Francesca Loiacono, che descrive questo dialogo come “comunicazione teleEmpatica”. Trovo che questa espressione rappresenti una sintesi, chiara e profonda al contempo, unendo l'aspetto della tecnica alla dimensione del cuore, integrando la percezione sottile con l’empatia e la cura della relazione. È un termine che restituisce integrità sia alla competenza che alla sensibilità, riconoscendo che la vera comunicazione nasce dall’incontro autentico tra presenza, silenzio e amore.
I miei ascolti
Desidero innanzitutto esprimere la mia profonda e sincera gratitudine a tutte le persone e ai loro compagni animali che hanno scelto di sostenermi nella pratica. Le comunicazioni che ho ricevuto sono state numerose e molte di esse mi hanno regalato momenti di grandissima meraviglia e profonda commozione. Ciò che mi ha sorpresa maggiormente è stato scoprire come gli animali non condividessero soltanto esperienze legate alla loro quotidianità, alla loro personalità o ai loro bisogni, ma anche pensieri, ricordi ed emozioni dei loro amici umani, principalmente attraverso immagini e parole.
Condivido qui alcune comunicazioni, con il consenso dei custodi umani coinvolti e che hanno suscitato in me emozioni straordinarie, che hanno inevitabilmente trasformato la mia visione della mente, degli animali e, più in generale, della vita stessa. I nomi riportati sono di fantasia e non corrispondono a persone o animali reali, a tutela della loro privacy.
Ricordo, ad esempio, un cane che mi ha parlato di un albero preferito sotto il quale il suo umano desidererebbe essere sepolto. Ha condiviso inoltre il tormento che continuava a provare a causa di un incidente che aveva lasciato una cicatrice profonda nel cuore del suo compagno umano. Descrisse infine con estrema precisione il suo carattere e la sofferenza per un rapporto burrascoso con il fratello.
Oppure il racconto di una gatta che mi ha raccontato la storia drammatica di un parente che si era tolto la vita più di quarant’anni fa, evento, mai completamente elaborato.
L’incontro più buffo riguarda un cane che, nel tentativo di “fargli una carezza”, mi ha “rifilato un bel morso”, sottolineando inoltre che a quell’ora -era mattino presto- non era affatto disponibile a comunicare con me! Durante la restituzione, la sua amica umana, mi ha confermato che in effetti era un cane che mordeva frequentemente.
In questi giorni, infine, una gattina malata mi ha comunicato con grande chiarezza che stava soffrendo per una forte gengivite. È stato un momento molto intenso, in cui ho percepito con precisione il suo disagio e il bisogno di attenzione e cura.
Purtroppo ora devo fermarmi, ma porto nel cuore, con profonda gratitudine, tutti gli esseri viventi che in questo tempo si sono collegati al mio cuore con tanta gentilezza e generosità. In generale, questi incontri sorprendenti confermano che i nostri amici animali hanno un ruolo e una consapevolezza molto più ampi di quanto siamo soliti immaginare. Ringrazio infinitamente Andrea Contri, il gruppo di donne con cui ho intrapreso questo percorso interiore che mi hanno sempre incoraggiato e sostenuto, soprattutto nei momenti difficili. E porto con me anche tutti gli animali che ho incontrato lungo il cammino, che con pazienza e amore mi hanno indicato la via per tornare a casa, verso uno spazio più autentico di ascolto, presenza e appartenenza alla vita.