Miyazaki, Nausicaa e il Mar Marcio in noi - InEsergo

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17 Marzo 2021 - Storie

Nausicaa è solo un modo di (ri)chiamare in superficie la nostra purezza, seppellita nel profondo

Miyazaki, Nausicaa e il Mar Marcio in noi
 
Sotto le radici l’aria è pura.

Se pensi sia impossibile ti faccio una domanda: sei mai arrivata (o arrivato) laggiù?
Anche questo ti sembra impossibile, vero?
E come potrei darti torto visto che le radici si insinuano sempre più sottili nella terra facendosi strada tra sedimenti, germi, vermi, humus di decadi, secoli, millenni. Laggiù si soffoca, non si può che morire (o dormirci per sempre).
Se vuoi davvero vederle, le radici, devi… sradicare” mi stai dicendo col pensiero, mentre leggi queste prime strambe righe.

Forse non te ne rendi conto ma, da buon essere umano, ti stai limitando (e nessun’altra azione ti è più congeniale) a trovare una soluzione logica, rapida e pragmatica: se vuoi vederle devi sradicare, tirare fuori, scavare. In poche parole distruggere, rivoltare la terra, alterare gli equilibri. E non è che sia sempre e per forza un male, ad ogni modo non è quello che ti ho chiesto.

Quindi ripartiamo dall’inizio: sotto le radici l’aria è pura, sei mai arrivata (o arrivato) laggiù? Sei mai giunta (giunto) alla Montagna senza aver preteso che la Montagna giungesse a te? L’hai annusata, insomma, quell’aria?

Se non vuoi seguirmi oltre fermati qui.

In caso contrario fai un bel respiro e molla gli ormeggi, Nausicaa ci aspetta.

"Questo è il posto in cui vivo” esclama la giovane, entusiasta e vivace come la brezza primaverile, accogliendoci in cima al grande mulino. Da qui si domina la Valle del Vento: ruscelli di acqua cristallina, boschi rigogliosi, campi coltivati e il bucolico villaggio. Sullo sfondo un vasto oceano ancora in salute.

Nonostante si respiri pace e serenità, negli angoli remoti del suo sguardo c’è un velo di urgenza e preoccupazione.
“é un luogo incantevole che curiamo con amore, ma purtroppo è uno degli ultimi avamposti incontaminati dell’intero pianeta.”
“Cosa è successo?” Chiediamo io e te che hai deciso di seguirmi.
“Mille anni fa una terribile guerra termonucleare tra esseri umani ha spazzato via tutto, o quasi. Intere civiltà sono scomparse e l’ecosistema è stato avvelenato irrimediabilmente… venite a vedere coi vostri occhi.”

Nausicaa ci fa salire sul Mehve, il suo velivolo, e in poco tempo giungiamo in prossimità di quello che viene chiamato il Mar Marcio.
“Ora dovete indossare le maschere” ci avverte, “Perchè qui le spore degli alberi producono miasmi che seccherebbero i polmoni in pochi minuti.”
Le maschere… ci ricorda qualcosa cara lettrice, caro lettore?

Il Mar Marcio è un’enorme giungla tossica in lenta e inesorabile espansione, conseguenza dell’inquinamento prodotto dalla guerra nucleare. La vegetazione è insolita, chiunque la definirebbe cupa e sinistra, ma non Nausicaa. Vediamo insetti mutanti, alcuni giganti come i temuti Ohm. Chiunque li definirebbe mostruosi e aberranti, ma non Nausicaa.
 
Nel suo sguardo c’è curiosità, rispetto, comprensione.

“Come mai la tua Valle è ancora incontaminata?”
“Perché il vento che spira dal nostro mare tiene lontane le spore inquinanti. Ma non si sa ancora per quanto.”
“E cosa si può fare? Non c’è modo di radere al suolo questa immonda giungla?”
“I due grandi regni rivali di Tolmechia e di Pejite sono ora in guerra per il dominio sull’unica arma che può distruggere tutto ciò. Noi esseri umani evidentemente non impariamo nulla dai nostri errori e l’unica soluzione che riteniamo valida è sempre e solo annientare il nemico (o presunto tale), senza provare mai a conoscerlo, a capirlo. Così facendo decretiamo la nostra fine.”

Mentre parla i suoi occhi sono immersi nella foresta.

Lei guarda in modo diverso dal nostro. Portatrice di un Amore arcano, sente che questo luogo di morte lo è solo per gli esseri umani, conseguenza della loro cupidigia e del loro delirio di onnipotenza. Il Mar Marcio è la difesa estrema di una natura arrabbiata, impaurita, violentata.

Nausicaa della Valle del Vento sente che, nel profondo, la giungla tossica nasconde un cuore puro, da proteggere. Il Mar Marcio, quindi, come metafora e possibilità di redenzione per l’animo umano, inquinato e corrotto?

Fuori dal veleno di quella vegetazione, nella gran terra di nessuno invasa dal sole e dal silenzio, scorgiamo l’ombra di un uomo seduto su una roccia. Io e te ci avviciniamo lentamente. L’uomo dai tratti orientali ci accoglie e in lui riconosciamo Miyazaki.

“Maestro, è tornato dove tutto è cominciato?”
Con un sorriso lieve e disegnando col dito qualche nuvola, risponde:
“Volevo festeggiare qui il mio ottantesimo compleanno.”

Il nostro sogno pian piano sta svanendo e mi rendo conto di non averti dato molte informazioni sui protagonisti incontrati (dovrai cercartele da te). Ma quando si è nel pieno di un viaggio così immersivo (verso le radici di cui sopra) si comprende che gli indizi lungo la strada possono essere riconosciuti, raccolti e nel caso approfonditi esclusivamente da chi li trova. Quello di cui ti parlo (sia qui che negli altri articoli) è solo uno dei molti indizi che mi sono capitati tra le mani e con ogni probabilità non sarà il tuo. Vale però come testimonianza, per muovere i primi passi con fiuto da segugio.

“Non ti capisco, ma di che stai parlando?”

Lascerò a J.L. Borges la sibillina risposta.

“Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Per scoprire alla fine che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto.”
contributo sonoro:
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