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20 Febbraio 2023 - InterEssere

Dalla moltitudine delle parti alla centratura

Internal Family Systems

INTERNAL FAMILY SYSTEMS

Meraviglia dello stare bene quando le formiche mentali non partoriscono altre formiche e si sta leggeri come capre sulla rupe della gioia
Mariangela Gualtieri
 
Nel mio precedente articolo (“Il Critico Interiore”, 08/01/23) ho cercato di mettere in luce le varie parti che costituiscono la personalità e che guidano, spesso inconsapevolmente, i nostri pensieri e le nostre azioni, ponendo, in particolare, l'attenzione sulle figure del e del Critico Interiore.

Con questa nuova riflessione vorrei approfondire l'argomento attraverso un metodo forse poco conosciuto in Italia ma che, credo, possa arricchire e armonizzare la nostra vita interiore e orientare il nostro comportamento. Questa tecnica, denominata Internal Family System (IFS) o più comunemente "come funzionano le parti", vuole sottolineare l'esistenza di stati mentali (secondo l'approccio cognitivo-comportamentale) o sub-personalitá (per la psicosintesi) che hanno specifici pensieri, emozioni e comportamenti. Quando questi "schemi mentali" manifestano con una certa ripetizione gli stessi sentimenti e bisogni li identifichiamo come parti separate di noi stessi.

Anche se può apparire un po' bizzarro pensare a noi in questo modo, è facile concordare che quando ci troviamo nella gioia abbiamo determinati pensieri mentre, se stiamo attraversando un periodo faticoso e stressante, il nostro ‘abito mentale’ sarà ben diverso. Il punto più interessante di questo approccio sistemico è per me la possibilità di sintonizzarsi su un particolare stato di coscienza detto o Self grazie al quale diviene possibile orchestrare in modo equilibrato e armonioso tutte le altre parti. È questo il principale obiettivo dell'IFS: osservare e conoscere, cioè, il nostro mondo interiore e con l'aiuto del imparare ad accettare e integrare le varie parti, offrendo benessere al nostro corpo, al nostro cuore e alla nostra mente per vivere in modo più consapevole e “presente”.

Il "soggiorno" della nostra consapevolezza

Un'immagine che mi ha aiutato a comprendere meglio questo approccio è stata illustrata da Thomas Holmes nel libro Il gioco delle parti – Guida illustrata al tuo mondo interiore (Feltrinelli, 2015). L'autore rappresenta in un cerchio due fondamentali livelli di consapevolezza: nella metà più alta del cerchio, chiamato il soggiorno della nostra mente, vengono richiamate tutte le parti (stati mentali) che intervengono consapevolmente e frequentemente nel corso della nostra vita; la parte sottostante invece contiene tutte le parti "embrionali", ovvero le potenzialità comportamentali pronte a emergere quando la situazione lo richiederà. A seconda della situazione o dell'esperienza che si presenta, una o più parti verranno stimolate a entrare nel soggiorno e la nostra risposta sarà dunque influenzata dalla loro visione o dalle loro credenze. Quando le condizioni cambiano è probabile che le parti attivate, terminato il loro lavoro tornino tra quelle di "scorta". È possibile tuttavia che ci siano parti preponderanti che stiano comodamente e fermamente a soggiornare nel salotto anche quando non hanno più utilità per la nostra crescita. Sono quei pensieri che ci tormentano e che non riusciamo a "toglierci dalla testa" anche se lo desideriamo ardentemente. Ad esempio, se la nostra parte manager fa fatica a lasciare il soggiorno della consapevolezza quotidiana, è probabile che tornati a casa difficilmente abbandoneremo i panni che utilizziamo al lavoro e quindi i nostri pensieri, le nostre azioni e relazioni saranno contaminate da un certo grado di aspettative e disciplina. Tuttavia, anche se a volte fatichiamo a comprendere il loro messaggio, ogni parte cerca sempre di assolvere al meglio quello che crede sia il suo compito. In tal senso, l'IFS ci può aiutare a decifrare il loro linguaggio e la loro intenzione per farne valide alleate e portare armonia ed equilibrio al sistema interno.

Il nel sistema interiore

Forse, avremo fatto esperienza di come in realtà sia difficile attivare le parti più appropriate quando ne abbiamo veramente bisogno. Soprattutto in momenti stressanti o particolarmente “attivanti”, può succedere che il cervello, per risparmiare energie, scelga di usare le parti abituali e non quelle più efficaci e opportune. Raggiungere ottimali livelli di consapevolezza, attraverso pratiche di auto-connessione potrebbe aiutarci gradualmente a sostituire la solita risposta reattiva con una più vicina alla nostra vera essenza.

Per l'IFS, come accennato in precedenza, il modo privilegiato per connetterci profondamente e con onestà alle nostre parti è quello di ascoltare il proprio , ovvero il centro di noi stessi e della nostra consapevolezza calma, non giudicante e compassionevole. Quando abbiamo accesso al Sè, siamo in uno spazio curioso, fiducioso e presente, possiamo osservare le nostre parti con la "giusta distanza" e orchestrarle in modo armonioso e centrato. Il dialogo fra le parti e il è, quindi, il pensiero fondamentale di questo approccio. Quando il Self si connette con le parti, queste hanno la possibilità di lasciare andare i loro comportamenti estremi, integrare i loro eccessi e manifestare la propria funzione naturale ed equilibrata sperimentando cambiamenti psicologici di guarigione.

Inizialmente non sarà facile sentire se siamo davvero guidati dal e rimanere a lungo in questo spazio di apertura e di amore incondizionato ma esercitandoci più spesso a frequentarlo, l'accesso diventerà sempre più comodo e semplice.



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