Da Pinocchio a 2001: Odissea Nello Spazio
Sebbene appartengano a epoche e media differenti, il parallelo biografo ed esoterico tra Carlo Collodi e Stanley Kubrick si fonda su una precisa realtà storica e iniziatica: entrambi hanno utilizzato la propria opera come un Velo di Iside, ovvero come un sistema di codici massonici e simboli ermetici per tramandare la dottrina del risveglio dell'anima.
Carlo Collodi fu un massone dichiarato del Risorgimento italiano, iniziato alla Loggia "Rinnovamento" di Firenze. Stanley Kubrick, sebbene non esistano documenti ufficiali d'iniziazione per via della segretezza delle logge anglosassoni contemporanee, ha disseminato la sua intera filmografia dei medesimi esatti passaggi d'ordine, geometrie e tappe di trasmutazione.
Ecco i punti di contatto strutturali tra i due "Maestri d'Arte" e il loro metodo di trasmissione esoterica.
Il Metodo della Doppia Verità (Essoterico vs Esoterico)
Sia Collodi che Kubrick hanno operato secondo la più pura tradizione delle società iniziatiche: creare un'opera a doppio livello di lettura. Il livello essoterico (per i profani): Pinocchio appare come una favola morale per bambini; 2001 Odissea nello Spazio come un film di fantascienza; Shining come un horror; Eyes Wide Shut come un thriller erotico. Il livello esoterico (per gli iniziati): chi possiede le chiavi di lettura (la "luccicanza" o l'orecchio teso) riconosce in tutti questi testi un preciso manuale di architettura interiore.
Lo Scarpello e il Monolito: La Lavorazione della Pietra Grezza
Nel simbolismo massonico, il compito del libero muratore è smussare la "pietra grezza" (l'uomo profano e ignorante) attraverso gli strumenti dell'intelletto per trasformarla in "pietra cubica" (l'uomo illuminato, pronto a integrarsi nel Tempio). In Collodi: questo concetto è letterale. Pinocchio nasce da un ciocco di legno informe. Geppetto usa lo scarpello e il compasso per dargli una forma geometrica e umana. In Kubrick: la pietra cubica perfetta, levigata e specchiante diventa il Monolito nero. Ogni volta che l'umanità lo incontra, viene costretta a "smussare" le proprie imperfezioni biologiche o tecnologiche per compiere un salto di grado nella gerarchia dell'Universo.
I Tre Gradi Iniziatici: Apprendista, Compagno, Maestro
Il percorso dei protagonisti di entrambi gli autori ricalca la progressione della piramide massonica. L'Apprendista (Il Profano): è il burattino senza fili ma schiavo degli istinti, o l'astronauta Bowman schiavo dei comandi di HAL, o il dottor Bill Harford che cammina a occhi chiusi nella notte. Tutti e tre si muovono nelle tenebre dell'ignoranza. Il Compagno d'Arte (Il Passaggio): è la fase delle prove e dei monumentali labirinti. Pinocchio nel Paese dei Balocchi e poi nel ventre della Balena; Bowman nello Stargate; Bill Harford nella villa del rituale. È la discesa agli inferi necessaria per morire a se stessi. Il Maestro (Il Risveglio): è la nascita del Bambino Vero o dello Star Child. L'iniziazione è completata solo quando l'involucro inferiore viene distrutto e l'individuo si risveglia alla Luce.
Pinocchio e la Grande Opera Alchemica
Dietro la celebre favola di Carlo Collodi si cela un profondo percorso di iniziazione esoterica, fortemente influenzato dalla Massoneria dell’Ottocento di cui l’autore faceva parte. Pinocchio non è un racconto morale per bambini, ma la complessa e rigorosa allegoria della trasmutazione del piombo in oro, il cammino dell'anima che deve spogliarsi della sua cecità profana per accedere al risveglio spirituale.
Il pezzo di legno e Geppetto: il tronco da cui nasce il burattino rappresenta la Materia Prima degli alchimisti, l'uomo nello stato più basso di coscienza, informe, privo di consapevolezza e dominato unicamente dagli impulsi primordiali. Geppetto incarna la figura del Demiurgo (il Grande Architetto dell'Universo) che modella la materia grezza dandole una forma geometrica e tangibile. Lavora la "pietra grezza" proprio come un maestro massone, con l'intento di estrarre lo spirito racchiuso nel legno.
Il Grillo Parlante e la Fata Turchina: il Grillo rappresenta la scintilla divina, la coscienza superiore o il Daimon interiore che abita nell'uomo. Pinocchio lo uccide all'inizio del racconto perché l'uomo profano rifiuta la severità della saggezza, preferendo la gratificazione immediata. La Fata Turchina è l'elemento femminile sacro, la Grande Madre o Sofia (la sapienza divina), assimilabile all'Iside dei misteri egizi che accoglie e guida l'iniziato attraverso le tappe della morte iniziatica e della successiva rinascita.
Il Gatto e la Volpe: rappresentano le passioni inferiori, l'ego ipertrofico e l'illusione del mondo materiale, comunemente definita nelle filosofie orientali come il Velo di Maya. Le loro promesse di ricchezza facile e immediata nel "Campo dei Miracoli" simboleggiano l'avidità umana, la pigrizia intellettuale e la cecità spirituale che allontanano l'individuo dal duro e costante lavoro interiore su se stesso.
Il Paese dei Balocchi e la trasformazione in asino: questa tappa rappresenta l'asservimento totale ai sensi, all'ignoranza e al consumismo dell'anima. Nel linguaggio esoterico (che ricalca esplicitamente Le Metamorfosi di Ovidio o L'asino d'oro di Apuleio), la regressione fisica ad asino simboleggia la caduta dell'uomo che, cedendo ai soli istinti animali e ai divertimenti effimeri, perde la propria dignità spirituale e diventa uno schiavo letterale della materia pesante.
Il ventre del Pescecane: è il momento culminante della morte iniziatica. Essere inghiottiti e chiusi nel buio del mostro marino equivale alla discesa agli inferi o alla caverna iniziatica (l'Azoth alchemico, riassunto nel motto Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem). In quella totale oscurità, privato di ogni stimolo esterno, Pinocchio ritrova suo padre Geppetto: l'uomo deve scendere nel profondo di se stesso, nel nucleo della propria ombra, per ricongiungersi alla propria origine sacra e divina.
La rinascita: attraverso l'atto di puro sacrificio per salvare il padre dalle acque, il burattino di legno "muore" metaforicamente. Al suo risveglio lascia il posto a un bambino in carne e ossa. La Grande Opera si è compiuta: l'involucro meccanico e artificiale è stato trasmutato, l'anima si è risvegliata e l'iniziato è finalmente un uomo libero, consapevole e padrone del proprio destino.
2001: Odissea nello spazio e il Monolito dell'Evoluzione
Questo medesimo archetipo si sposta dalle pagine della letteratura ottocentesca agli spazi infiniti e algidi del cinema di Stanley Kubrick. In siffatto contesto, il burattino non è fatto di legno ma di carne, ossa e circuiti integrati: l'astronauta David Bowman è l'uomo tecnologico moderno, iper-razionale ma spiritualmente addormentato, guidato dai fili logici del computer HAL 9000 (che incarna l'ego e la mente puramente calcolatrice). Il motore geometrico di questa evoluzione è il Monolito nero, una struttura opaca con proporzioni matematiche perfette (1:4:9, i quadrati dei primi tre numeri interi, una serie che proietta la mente verso dimensioni superiori) che rappresenta l'Inconoscibile, l'Intelletto Divino o l'Ordine Supremo che regola il caos del cosmo. Esso interviene nella storia come una vera e propria soglia iniziatica.
All'alba dell'uomo: appare tra gli ominidi e innesta la Gnosi (la conoscenza). Le scimmie, toccandolo, imparano a usare l'osso come strumento e come arma. L'animale compie il primo passo e diventa uomo, imparando a dominare e modificare la materia circostante, sebbene ancora attraverso l'uso della violenza.
Sulla Luna: risveglia l'uomo tecnologico del futuro. L'umanità ha conquistato lo spazio grazie alla tecnica (l'osso lanciato in aria è diventato un'astronave), ma galleggia nel vuoto come un sonnambulo senz'anima. Toccando il Monolito sepolto, l'uomo riceve un impulso acustico diretto verso Giove: è il richiamo dell'Assoluto che avverte che la tecnologia non è il punto d'arrivo, ma solo un mezzo.
Su Giove: agisce come la porta alchemica definitiva. Il gigantesco Monolito che fluttua nel vuoto inghiotte Bowman nello stargate, spogliandolo violentemente delle coordinate tridimensionali di tempo e spazio. Il finale del film riproduce fedelmente la discesa nel ventre del Pescecane di Pinocchio. Bowman si ritrova isolato in una camera neoclassica asettica, un luogo alchemico di purificazione e decadimento dell'ego. Lì vede se stesso invecchiare progressivamente a ogni inquadratura, consumando il proprio corpo biologico e la propria dimensione terrena. Sul letto di morte, indicando il Monolito apparso ai piedi del letto, il vecchio involucro mortale si dissolve. Al suo posto la materia si trasmuta nello Star Child (il Bambino-Stella), un feto cosmico avvolto di luce che fluttua sopra la Terra. L'evoluzione è completa: il burattino dello spazio ha spezzato i suoi fili ed è diventato un essere divino.