La terapia bioenergetica - InEsergo

Title
Vai ai contenuti
ARTICOLI MENO RECENTI

La nuova lingua

Laboratori del pensiero per un mondo fluido e precario

Un dialogo

Storia di un incontro mai avvenuto

Il cliente mediano

Una storia di ordinaria uniformità gregaria

Niente di nuovo sul fronte occidentale

L'attualità del capolavoro di Erich Maria Remarque

Questi tempi folli

Deliri e contraddizioni di un’epoca grottesca

La Teoria Polivagale

Dietro le quinte del sistema nervoso autonomo

E' mare il Mediterraneo?

Peripli, transumanze e paradossi per capire dove siamo

Gli zombie del terzo millennio

Tra massificazione del pensiero e predizioni cinematografiche

Il bambino interiore ferito

Ovvero come scoprire (e accettare) i molteplici aspetti della personalità

Ponte Morandi: la verità è un anelito a prezzo di costo

Genova vuole credere nella giustizia. Genova vuole rispetto per i suoi morti. Genova chiede la Verità.
03 Luglio 2022 - InterEssere

Una questione di cuore

La terapia bioenergetica
  
“Lo scopo della terapia è la scoperta di sé [...]. Tre passi portano a questo scopo: il primo è la consapevolezza di sé, e ciò significa sentire ogni parte del corpo e i sentimenti che possono sorgere in esso [...]. Il secondo passo è l'espressione di sé. Se i sentimenti non trovano espressione vengono repressi e l'individuo perde il contatto con il Sé [...]. Il terzo passo è la padronanza di sé. Ciò significa che l'individuo sa che cosa sente, è in contatto con se stesso. Ha anche la capacità di esprimersi adeguatamente nel proprio interesse"
Alexander Lowen, Arrendersi al corpo
 
"È molto difficile rispondere e dire dove finisce il corpo e dove comincia la psiche. Forse [...] è meglio dire che esiste l'uomo che precede le differenze [...]. Pertanto [...] poniamo la domanda in questo modo: cosa accade quando le tecniche quotidiane del corpo, che sono abitudini in un definito cerchio culturale, sono sospese? [...] Che cosa appare? Bene, la prima cosa che appare è il decondizionamento della percezione. Abitualmente, ci arriva una quantità incredibile di stimoli, da fuori qualcosa ci 'parla' di continuo, ma siamo programmati in modo tale che la nostra attenzione registri esclusivamente quegli stimoli che sono in accordo con l'immagine del mondo che abbiamo appreso. In altre parole, ci raccontiamo tutto il tempo la stessa storia. Quindi, se le tecniche del corpo quotidiane, abituali [...] sono sospese, questa sospensione è di per sé un decondizionamento della percezione [...]. Noi allora non percepiamo in modo abituale [...], torniamo semplicemente allo stato del bambino. Ho alla mente dei ricordi indefinibili: tuffarsi nel mondo pieno di colori, di suoni, nel mondo abbagliante, sconosciuto, sorprendente, nel mondo in cui siamo porta, da curiosità, incanto, esperienza del misterioso, del segreto [...]. Ci siamo dimenticati, di questo stato attraverso anni di addomesticamento del nostro corpo e con esso della nostra mente. È necessario ritrovare questo bambino ipotetico e le sue 'estasi', a cui tanto tempo fa abbiamo abdicato".
Jerzy Grotowski, Holiday e Teatro delle Fonti
 

Alexander Lowen fu uno tra i primi a dare tanta importanza al linguaggio del corpo. Egli evidenzia in ogni sua opera come il corpo non solo si esprima riccamente attraverso la comunicazione non verbale, ma sia presente anche nel linguaggio comune.

Di fatto sono molte le espressioni verbali e i modi di dire che si incentrano su alcuni aspetti del funzionamento corporeo, come se il linguaggio avesse avuto origine proprio a partire dalla propriocezione e dal corpo umano. In ogni cultura ritroviamo frasi del tipo “avere la testa sulle spalle”, “stare in piedi da soli”, “avere la bocca cucita”, ma in particolare la maggior parte delle espressioni rimandano al cuore: “ha il cuore in pezzi”, “ha un cuore grande”, “mi ha toccato il cuore” e così via.

Il cuore rappresenta per molti popoli la parte più intima, profonda e sincera, oltre che il simbolo dell’amore. Questo organo di fatto recepisce tutti i nostri movimenti interni, le nostre vibrazioni, e ce li rimanda amplificati attraverso il suo ritmo e i movimenti di contrazione ed espansione. Il cuore veicola la pulsione alla vita e ai sentimenti, quindi ciò che ci trasmette o ciò che avviene e vi passa attraverso è il modo in cui si vive il sentimento di amore, la maniera in cui lasciamo scorrere o tratteniamo l’amore nei confronti di noi stessi e del mondo.

La Bioenergetica si occupa proprio del fluire dal cuore alla periferia, permettendo il contatto e l’intimità con il mondo, non solo in termini sessuali. Lowen pone l’amore al centro della vita stessa e l’organo privilegiato è proprio il cuore, centrale ed essenziale nell’essere umano. I canali espressivi del sentimento di amore sono molteplici e investono bocca, mani e braccia, occhi, voce, genitali e gambe.  

Può capitare però che questi canali si trovino a essere chiusi o indeboliti e il soggetto non riesca più a dare e ricevere amore liberamente, non riesca cioè a esprimersi, andando incontro alla sofferenza. A livello organico le tensioni muscolari e articolari croniche determinano dei blocchi che ostacolano l’espressione, il libero defluire dell’amore dal centro verso l’esterno e viceversa.

L’intento della terapia bioenergetica è dunque quello di aiutare la persona a liberarsi delle difese che ad oggi non sono più funzionali alla sopravvivenza. Allentando quelle tensioni e lasciando scorrere liberamente l’energia vitale sarà possibile riscontrare maggiore capacità di espandere la mente e il cuore verso il mondo.

Torna ai contenuti