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Verrà la morte?
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una toccante e disperata poesia di Cesare Pavese, pubblicata postuma, dedicata alla fine di un grande amore. In questi pochi versi la malinconia dell’autore traligna in depressione, descrivendo la morte come una presenza costante, incombente, che nell’estrema solitudine dell’abbandono rende vacua ogni speranza. La vita e il nulla si sovrappongono, e scomparire nel vuoto sarà come “smettere un vizio”: e per tutti la morte ha uno sguardo.
Fin qui il poeta, ma io quel singolo verso iniziale l’ho sempre valutato in altro modo, e cioè che se un ultimo sguardo ci deve essere, che siano occhi di pace e serenità, occhi di chi amo e mi ama, che riflettano un po’ di quella luce che spero mi accolga dopo l’ultimo respiro. Insomma, non voglio morire depresso, pieno di rancore, dubbioso: voglio morire con fiducia.
Questo impeto di liricità mi si è suscitato pochi giorni fa, in quel di Bologna, dove ogni due anni si tiene la fiera internazionale del settore funebre, un luogo non solo di affari e compravendite, ma anche [...]
Ero incerto se proporre un articolo simile, tanto è spinoso e insidioso il tema. Ma il tarlo non smetteva di corrodermi e allora eccomi qui a sottoporvi questa riflessione che spero di cuore possa risultare gradita. Riflessione scaturita da miriadi di scambi di vedute (a volte anche aspri e acerbi, ma quasi sempre produttivi) sia con persone del settore, sia con “semplici” ascoltatori di musica per diletto.
La domanda che vi pongo è la seguente: esistono criteri che si possano definire [...]
Chissà se le scimmie vanno in paradiso - aveva detto un pezzo grosso del controllo missione. Già, chissà - ho pensato io.
Hanno avuto l’idea da un fumetto, grandi applausi. Università prestigiose, corsi di studio, magari i genitori che hanno fatto quattro lavori per poter dire che loro figlio o figlia lavorava al programma spaziale e loro prendono l’idea da un fumetto, un cazzo di fumetto. Se avessi saputo parlare glielo avrei detto, li avrei insultati, ma nemmeno il linguaggio [...]
Psicologia nera, manipolazione mentale, persuasione, accettazione della sfera irrazionale, plagio emozionale. Nuovi Fantaguru che prendono per mano chi manifesta fragilità, per accompagnarli nei loro cerchi magici fatti di falsi storici, negazionismo, esaltazione dell'assurdo. Circolano in rete e nei profili social diversi gatekeepers di un certo contro-complottismo becero, suprematista e reazionario, creato ad arte, quando va bene, da personaggi egoici, e quando va male [...]
Amaterasu, dea del sole nella mitologia giapponese, è un’immagine potente per chi si occupa di benessere: non tanto una luce invadente quanto la chiarezza che nasce dal ritorno dopo il ritiro. Nella leggenda la dea si chiude nella caverna per dolore e vergogna; la sua uscita avviene grazie a un invito collettivo — danza, specchio, festa — che la guida nuovamente alla luce. Questo mito parla direttamente alla pratica terapeutica e spirituale: il ritiro non è fuga, ma spazio necessario per ascoltare, lavorare [...]
“Non credo più all'ingegno del popolo italiano
Dove ogni intellettuale fa opinione
Ma se lo guardi bene, è il solito coglione”
Giorgio Gaber, La razza in estinzione
Le notizie più importanti, quelle che ci riguardano da vicino, come da tradizione passano in secondo piano. Talvolta anche in terzo. È il caso delle dichiarazioni del signor Jensen Huang, CEO di Nvidia, rilasciate recentemente durante un podcast. «Abbiamo raggiunto l'intelligenza artificiale [...]
“Finché non avrai amato un animale, una parte della tua anima rimarrà sempre senza luce”
Anatole France
Questa condivisione rappresenta per me l’inizio di un viaggio fatto di inciampi, sincronicità, fiducia e meraviglia. Negli ultimi anni ho attraversato innumerevoli esperienze e una tale intensità di emozioni da poter dire che ogni sfumatura - anche la più faticosa - ha avuto un senso per la mia guarigione. [...]