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CINEMA
21 Febbraio 2021 - Cinema

L'albero della vita del regista statunitense
 
Terrence Malick: la Grande Bellezza
  
Abbiamo un bisogno ancestrale, disperato, di bellezza: che sgorghi dal solco di un vecchio giradischi, dalla rifrazione dei raggi solari che generano infinite istantanee di luce naturale, oppure ancora dalla sequenza di un film talmente frastornante nella sua messinscena da darci l’illusione di essere stata girata con la tecnica dello slow motion. Restando in ambito cinematografico, se dovessi indicare un nome, un regista, che fa della bellezza la condicio sine qua non per la sua arte, non ci penserei più di una frazione di secondo: Terrence Malick è la personificazione di questo ideale. Qualche tempo fa chiesi a un caro amico cosa pensasse di The Tree of Life: la risposta fu un laconico quanto emblematico “certo, mi è sembrato di vedere un continuo screen saver!”. Ho trovato in questa definizione una sorta di “manifesto” del cinema malickiano: la fotografia, di una bellezza raramente osservata prima, immortala sequenze nelle quali la luce naturale filtra ovunque, contornando i visi dei protagonisti sullo sfondo di panorami in cui la natura viene ripresa in tutta la sua magnificenza. Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia, ha lavorato praticamente in quasi tutti i film del regista, sceneggiatore e produttore statunitense: i due ricercano l’incanto in ogni singolo frame, la fotografia diventa parte integrante del tessuto filmico, vero collante e mastice della narrazione.

Ci sono registi che, incuranti del tempo che passa, continuano con cadenza pressoché annuale a impressionare la pellicola dando alla luce film godibilissimi; altri invece in una forbice temporale di circa cinquant’anni hanno girato molto meno, proprio come Malick o David Lynch. Sono cineasti che hanno dato alla luce solo una decina di lungometraggi, alimentando così il loro stesso mito [...]
21 Dicembre 2020 - Cinema

Giuseppe Tornatore, l'eterna dicotomia tra sogno e illusione
Itinerario prospettico tra alcuni capisaldi del cinema italiano
Da fan della prima ora mi accingo a scrivere con convinzione ed entusiasmo un pezzo su Giuseppe Tornatore, mio conterraneo e regista che ritengo una delle personalità più interessanti del cinema italiano tout court. Mentre lo faccio, vengo letteralmente travolto dalle note della colonna sonora del film La leggenda del pianista sull’oceano. La musica diviene, ancor di più, la mia devota compagna di viaggio tutte le volte che sento l’urgenza di mettere nero su bianco un semplice pensiero o qualcosa di più profondo. Ho visto e rivisto tutti i lungometraggi del regista siciliano ma non è mia intenzione (perlomeno in questa sede) redigere [...]
10 Dicembre 2020 - Cinema

Noi e Annie
Da Woody Allen a Zygmunt Bauman, l'amore e il cinema nel tempo dell'effimero
Vincitore di quattro premi Oscar e un Golden Globe, “Annie Hall”, titolo che in Italia conosciamo come “Io e Annie”, è il film che nel 1977 consacra Woody Allen come uno dei più grandi registi dell’epoca contemporanea. Le motivazioni sono ovvie: l’abbattimento della quarta parete che permette allo spettatore di entrare nel vivo della narrazione e identificarsi con il vissuto e le riflessioni del protagonista, l’amara comicità che rivela con geniale leggerezza le tragiche contraddizioni dell’essere umano, la chimica attoriale della coppia Keaton-Allen, già collaudata in precedenti capolavori come “Amore e Guerra”, “Il Dormiglione” e “Provaci ancora, Sam”. [...]
19 Novembre 2020 - Cinema

Il cinema destabilizzante di Yorgos Lanthimos
Tra incubi e distopie, viaggio nella filmografia di uno dei più quotati cineasti contemporanei
“Mi piace costruire film in un modo che li faccia sentire un po' a disagio, ma almeno saranno in grado di goderne, ne saranno intrigati e inizieranno a capire il significato delle cose. E, si spera, nel momento in cui arriveranno alla fine, avranno un forte desiderio di continuare a pensarci”.

Messaggio che non lascia adito a fraintendimenti quello che Yorgos Lanthimos, regista e sceneggiatore greco classe ’73 - tra i più interessanti nell’intero panorama mondiale - rivolge al suo pubblico. Al contempo, poco conosciamo dell’uomo Lanthimos per via del suo essere [...]
21 Ottobre 2020 - Cinema

Dedicato a quelli che stanno scappando
Retrospettiva e attualità del “Mediterraneo” di Salvatores, un monito alla felicità
Mediterraneo, mare nostrum. Bacino eterogeneo epperò compatto, porto di mille paesi, fucina inesauribile di sinergiche culture: mia faccia, mia razza per dirla di greci e turchi e italiani come nel film di Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992. Eppure, Mediterraneo non è opera che celebri il ricongiungimento eroico né tantomeno la dimensione mitologica e sacrale del viaggio.

Prendendo libero spunto dal romanzo Sagapò di Renzo Biason, durante il secondo conflitto bellico mondiale una pletora scapestrata di otto militari - guidati da un tenente cultore delle arti [...]
14 Ottobre 2020 - Cinema

Picnic ad Hanging Rock
L'onirica ascesa del cinema di Peter Weir nell'olimpo
Sta accadendo adesso. Come accadrà fino alla fine del tempo. La scena non cambierà mai. Per le quattro persone sulla Roccia la recita avverrà sempre nel dolce tramonto di un presente senza passato. La loro gioia ed agonia saranno nuove e senza fine.

Miranda, Irma, Marion ed Edith, quattro ragazze di un austero collegio vittoriano vicino a Melbourne, decidono di allontanarsi dalle loro compagne e di incamminarsi verso Hanging Rock. È il giorno di San Valentino del 1900, un pomeriggio afoso dell’estate australiana. Non vedendole tornare anche l’insegnante di matematica [...]
21 Agosto 2020 - Cinema

Still life, la poesia dell'ultimo abbraccio
Vita e dignità della morte nel capolavoro di Uberto Pasolini
Un uomo, solo. Altri, ugualmente soli al momento dell’estremo commiato. Un trait d’union di dolcezza e sentimenti, una delicatezza straziante. Così si dipana l’esistenza di John May (Eddie Marsan), impiegato del comune londinese. La sua mansione non è mera necessità di sopravvivenza o passione pura, ma ragione stessa di vita. “Amo il mio lavoro”, sentenzia il protagonista con quell’espressione tenuemente sospesa tra il voler aggiungere ancora qualcosa e il timore di dire troppo. Perché questo fa John May, da ventidue anni: investigare la vita di chi muore in solitudine, riscostruirne il passato, la storia, rintracciarne [...]
25 Giugno 2020 - Cinema

Lui è tornato
17 Maggio 2020 - Cinema

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19 Giugno 2019 - Cinema

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