Gustavo Rol, la possibilità dell'impossibile - InEsergo

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30 Maggio 2020 - Storie

Vita e miracoli del più grande esoterista del '900

Gustavo Rol, la possibilità dell'impossibile
 
È l’uomo più sconcertante che io abbia incontrato. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l’altrui facoltà di stupirsene (Federico Fellini)

Quell’uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di estranei (Charles De Gaulle)

Una personalità tra le più sorprendenti del secolo (Alberto Bevilacqua)

Gustavo Adolfo Rol è ancora oggi sinonimo di spaventoso potere e insondabile mistero. A quasi ventisei anni dalla morte, l’eco della fenomenologia e dei prodigi che ne costellarono la vita non accenna minimamente a placarsi. Anzi, Rol era stato chiaro: “i miei modesti esperimenti fanno parte della scienza, sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare”. Certo, appare difficile immaginare che in un futuro prossimo le infinite possibilità manifestate dal più grande sensitivo del ‘900 divengano di appannaggio globale. Telepatia, chiaroveggenza, bilocazione, levitazione, materializzazione e smaterializzazione di oggetti, guarigioni a distanza, telecinesi, plasticità del corpo, viaggi nel tempo, magnetismo sono solo alcuni degli incredibili fenomeni documentati da una pletora incontestabile di testimoni. Uomini di scienza o di modesta estrazione sociale, scettici o possibilisti, non faceva alcuna differenza. Nella sua lunga vita, Rol ebbe a che fare con le più importanti personalità del secolo scorso: da Einstein a Fermi, da Reagan e Dalì a D’Annunzio, Fellini e Papa Pio XII, fino a J.F. Kennedy che venne in Italia una sola volta, appositamente per incontrarlo. Eppure, egli non si considerò né un veggente, né un sensitivo, né un parapsicologo: piuttosto un precursore, dedito continuamente al prossimo (Rol, di buona famiglia, non volle mai ricavare alcun guadagno dalle sue capacità). Si definiva la grondaia che convoglia l’acqua che cade dal tetto: strumento dello “spirito intelligente”, una semplice pedina di un Tutto armonioso ed eterno.   

Rol nacque a Torino nel 1903. Il padre era il direttore della sede locale della Banca Commerciale Italiana, la madre era la figlia del Presidente del Tribunale di Saluzzo. Cresciuto in un ambiente benestante e colto, iniziò molto presto a sviluppare interesse verso le arti e la cultura. Fino alla fine degli anni ’60 campò con i proventi derivati dal suo negozio di antiquariato, poi dagli anni ’70 alla morte (avvenuta nel 1994, a novantuno anni) si dedicò alla pittura. Per due anni, dal 1925 al 1927, tentò di indovinare il colore delle carte da gioco, fino a quando, il 28 luglio 1927 a Parigi, riuscì ad azzeccare tutte e cinquantadue le carte del mazzo. “Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla”. Così annotò quel giorno sull’agenda personale. Venne travolto da una profondissima crisi esistenziale che lo portò a ritirarsi in un convento: fu la madre a convincerlo a utilizzare le sue capacità, che nel corso degli anni crebbero oltre ogni limite immaginabile, per illuminare l’altrui coscienza. Per tutta la vita mantenne un profilo riservato, senza mai cercare né la fama né tantomeno la pubblicità, non concedendo interviste televisive (se non telefonicamente in un paio di circostanze) e chiedendo a molti giornalisti di raccontare di lui solo dopo la morte.

I poteri paranormali di Rol, che lui stesso preferiva definire possibilità, potevano manifestarsi spontaneamente in qualsiasi circostanza della vita di ogni giorno, oppure attraverso esperimenti compiuti presso la sua casa di Torino con vista sul Parco del Valentino o le abitazioni di altri. Come ben descritto dal biografo Franco Rol (un lontano cugino), i prodigi venivano sperimentati in prima persona dai presenti – in media tra le cinque e le dieci persone – e inizialmente prevedevano quasi sempre l’utilizzo delle carte da gioco, in quanto “generatrici di un ordine a partire da condizioni aleatorie”. Durante gli incontri, una volta scelto l’argomento di conversazione, poteva accadere qualsiasi cosa, ma lo scopo finale non era mai la fantasmagoria fine a se stessa bensì la dimostrazione delle potenzialità dell’essere umano, che ne avrebbero così confermato l’impronta divina. Alcuni insinuarono che egli fosse essenzialmente un prestigiatore, ma in realtà le carte (che per la maggior parte del tempo neppure toccava) rappresentavano solo il viatico per la metafisica e l’insondabile: Rol poteva leggere libri a distanza, plasmare la materia, trovarsi in due luoghi contemporaneamente, passare attraverso superficie solide, dipingere quadri a distanza, leggere la mente. Alle sue sedute parteciparono anche quattro illusionisti (tre dilettanti, Ermanno e Carlo Buffa di Perrero e Giuseppe Vercelli, più il famosissimo Tony Binarelli) escludendo, come altre centinaia di testimoni, che vi fossero trucchi. Anche Alexander, altro professionista della magia di fama internazionale, oltre a essere stato testimone di un personale episodio di chiaroveggenza, confermò che nessun mago o illusionista al mondo potrebbe rifare ciò che faceva Rol, nel modo e nelle condizioni narrate. Il fisico Tullio Regge inviò i suoi assistenti a presenziare alle sedute, ma questi – come testimoniato dal prof. Luigi Giordano, medico chirurgo – dopo la terza sera “dissero che non sarebbero più tornati, perché, non trovando alcuna spiegazione logica a quanto capitava, non potevano permettersi di sovvertire tutte le leggi della fisica”.

Perché allora non avvenne mai l’auspicato incontro con la comunità scientifica? Perché sussistono ancora diversi scettici (facenti soprattutto capo al cosiddetto CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) convinti che Rol fosse in realtà solo un abilissimo prestidigitatore e mentalista? In realtà egli ricercò per tutta la vita (ma senza successo) un collaboratore scientifico che avesse la maturità spirituale necessaria a comprendere le premesse psicofisiche alla base dei suoi prodigi; Rol, inoltre, non si riteneva capace di esercitare i suoi poteri “a comando”, ma solo grazie a un particolare stato interiore e di coscienza che non poteva essere né vincolato né condizionato da dettami esterni. La rottura con la scienza ufficiale fu sancita in via definitiva dalle affermazioni di Piero Angela nel suo Viaggio nel mondo del paranormale, volume nel quale il noto divulgatore scientifico affermò che i fenomeni a cui lui stesso assistette potevano essere il frutto di abili trucchi, e quindi di inganno e malafede. Senza inoltrarci oltremodo nei dettagli, che richiederebbero uno spazio ben maggiore rispetto alle finalità divulgative di questo articolo, è noto che per certi esponenti dello scientismo contemporaneo ciò che non può essere allora non è, a prescindere che possa o meno sussistere. Di Rol andrebbe allora ricordato, in conclusione, un significativo episodio datato 1944, quando mise le sue capacità al servizio della vita di alcuni ostaggi partigiani. All’ufficiale tedesco di Pinerolo che stava per ordinarne la fucilazione disse: “sono innocenti, non hanno commesso nulla di male”. Il comandante rispose: “e lei come fa a sapere che sono innocenti?”; “alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo”, rispose Rol. E iniziò a elencare dettagliatamente ogni oggetto, soffermandosi sul contenuto di molte lettere e documenti riservati. Il tedesco trasecolò: in preda al terrore liberò tutti i prigionieri.

Per approfondire:

Letture consigliate:
Giorgio di Simone, Oltre l’umano. Gustavo Adolfo Rol, Reverdito Edizioni, 2009

Remo Lugli, Gustavo Rol. Una vita di prodigi, Edizioni Mediterranee, 2008

Franco Rol, Il simbolismo di Rol, Lulu Press, 2012
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